Qui troverete la prima conferenza, preparata per il giorno di ritiro del primo trimestre, in diverse lingue.
IT / italiano
Come che la prima conferenza ricorre durante la quaresima è stato scelto il seguente tema:
“Maria a La Salette invita al digiuno”
Introduzione
Carissimi confratelli, l’apparizione di Maria a La Salette, avvenuta il 19 settembre 1846, è uno dei richiami più forti e profetici alla conversione che la Vergine abbia rivolto all’umanità moderna. Maria appare come Madre sofferente, seduta su una pietra, con il volto rigato di lacrime. Queste lacrime non sono solo segno di dolore, ma anche di amore ferito: l’amore di una Madre che vede i suoi figli smarrirsi, allontanarsi da Dio e perdere il senso del sacro.
Nel cuore di questo messaggio troviamo un invito chiaro e insistente: la preghiera, la santificazione della domenica e il digiuno. Il digiuno, in particolare, è presentato come uno strumento spirituale necessario per risvegliare le coscienze, guarire il cuore umano e ristabilire un rapporto autentico con Dio.
1. Il contesto storico e spirituale di La Salette
Il messaggio di La Salette nasce in un tempo di profonda crisi religiosa e morale. Molti avevano abbandonato la pratica della fede, la domenica non era più rispettata, il nome di Dio veniva bestemmiato e la vita cristiana era ridotta a una tradizione vuota.
Maria, con grande dolore, denuncia il peccato non per condannare, ma per salvare. Il digiuno, in questo contesto, diventa una risposta concreta all’indurimento del cuore. È un atto che rompe l’indifferenza spirituale e riapre l’uomo al senso di Dio. Digiunare significa riconoscere che abbiamo bisogno di conversione e che senza Dio la nostra vita perde orientamento.
2. Il digiuno nella Bibbia e nella tradizione della Chiesa
Il digiuno è una pratica antica, profondamente radicata nella Sacra Scrittura.
Nell’Antico Testamento il popolo digiuna per chiedere perdono, per implorare la misericordia divina e per prepararsi all’incontro con Dio:
• Mosè - Digiuna 40 giorni e 40 notti sul Sinai prima di ricevere la Legge (Es 34,28; Dt 9,9)
• Elia - Digiuna 40 giorni nel cammino verso l’Oreb (1Re 19,8)
• Il popolo di Ninive - Digiuno collettivo per ottenere il perdono di Dio (Giona 3,5–10)
• Davide - Digiuna come segno di pentimento e preghiera (2Sam 12,16; Sal 35,13)
• Ester - Digiuno di tre giorni prima di affrontare il re per salvare il suo popolo (Est 4,16)
Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso digiuna nel deserto prima di iniziare la sua missione pubblica, insegnandoci che il digiuno è una preparazione spirituale e un’arma contro il male:
• Gesù - Digiuna 40 giorni nel deserto prima di iniziare la vita pubblica (Mt 4,1–2)
• Gesù insegna sul digiuno - Va fatto nel segreto, non per apparire (Mt 6,16–18)
• La Chiesa primitiva - Digiuna prima di decisioni importanti (At 13,2–3; 14,23)
• Anna la profetessa - Digiuna e prega nel Tempio (Lc 2,37)
La Chiesa ha sempre custodito il digiuno come:
• atto di partecipazione alla croce di Cristo;
• atto di solidarietà con i poveri;
• atto di umiltà, perché riconosce la nostra fragilità;
• atto di penitenza, che ci aiuta a riparare il peccato;
• atto di amore, offerto per la salvezza del mondo.
Sant’Agostino ci ricorda che «Il digiuno purifica l’anima, eleva lo spirito, sottomette la carne». Maria a La Salette si inserisce pienamente in questa tradizione e la rende urgente per il nostro tempo.
3. Il significato profondo del digiuno nel messaggio di Maria
Nel messaggio di La Salette, il digiuno non è mai separato dalla conversione del cuore. Maria non chiede semplicemente una rinuncia esteriore al cibo, ma una trasformazione interiore.
Il digiuno autentico:
• educa il cuore al silenzio e all’ascolto di Dio;
• purifica le intenzioni;
• rende l’anima più sensibile alla grazia.
Quando digiuni, il corpo sperimenta la fame, ma l’anima riscopre il desiderio di Dio. Il digiuno diventa così una preghiera vissuta con tutto il nostro essere.
4. Digiuno come riparazione e intercessione
Maria piange a La Salette perché vede il peccato ferire il cuore di Dio e distruggere l’uomo. Il digiuno, unito alla preghiera, diventa un atto di riparazione. È un modo concreto per dire a Dio: “Signore, voglio amare anche per chi non ama, pregare anche per chi non prega”.
In questa prospettiva, il digiuno non è solo personale, ma ecclesiale:
• si digiuna per la conversione dei peccatori,
• per la pace nel mondo,
• per la fedeltà della Chiesa,
• per le famiglie e i giovani,
• per avere le nuove vocazioni.
È un atto silenzioso ma potentissimo, che Maria ci invita a riscoprire.
5. Il digiuno come libertà interiore
Viviamo in una società dominata dal consumo e dalla soddisfazione immediata. Il digiuno ci educa a non essere schiavi dei nostri istinti e dei nostri desideri. Rinunciando volontariamente a qualcosa di lecito, impariamo a dire “no” al peccato.
Maria a La Salette ci invita a un digiuno che renda il cuore libero:
• libero dall’egoismo,
• libero dall’attaccamento alle cose,
• libero per amare Dio e il prossimo.
Il digiuno, vissuto con fede, rende l’uomo più forte interiormente e più disponibile alla volontà di Dio.
6. Digiuno e carità: due realtà inseparabili
Maria non chiede un digiuno sterile o triste. Il vero digiuno conduce sempre alla carità. Digiunare significa anche:
• condividere con chi ha meno,
• essere più pazienti e misericordiosi,
• rinunciare all’orgoglio e al giudizio.
Come insegna il profeta Isaia, il digiuno gradito a Dio è quello che apre il cuore ai poveri e spezza le catene dell’ingiustizia. Maria a La Salette ci guida verso questo digiuno evangelico, che trasforma la vita.
7. Attualità del messaggio di La Salette
Oggi più che mai il messaggio di La Salette è attuale. Anche il nostro tempo è segnato da indifferenza religiosa, da confusione morale e da una fede spesso superficiale. Maria continua a invitarci con amore materno: tornate a Dio, pregate, digiunate.
Il digiuno può assumere forme diverse:
• digiuno dal cibo, secondo le possibilità di ciascuno;
• digiuno dalle parole inutili;
• digiuno dall’uso eccessivo dei media;
• digiuno dalle parole cattive lasciate nell’internet;
• digiuno dall’egoismo e dall’indifferenza.
Conclusione
È molto interessante vedere oggi molte persone che mangiano in genere poco, non mangiano per niente la carne (vegetariani) o addirittura sono vegani – fanno tutto questo per le ragioni di salute, di bellezza, di moda. Ma quando si comincia a parlare del digiuno cioè delle ragioni spirituali di privarci del cibo o di altre cose, tanti diventano nervosi e non riescono a mantenere la calma.
Maria a La Salette ci invita al digiuno non per appesantire la nostra vita, ma per liberarla. È un invito a ritrovare Dio, a guarire il cuore e a preparare un futuro di speranza.
Accogliamo questo appello con fiducia, lasciandoci guidare da Maria, Madre di misericordia. Attraverso il digiuno, la preghiera e la conversione, possiamo diventare strumenti di pace e di salvezza per il mondo.
Che le lacrime di Maria non cadano invano, ma trovino nei nostri cuori una risposta generosa e fedele. Amen
P. Marian Kolodziejczyk MSF
Commissione della Formazione
En / inglese
Since the first conference falls during Lent, the following theme was chosen:
"Mary at La Salette Invites You to Fast"
Introduction
Dear confreres, the apparition of Mary at La Salette, which occurred on September 19, 1846, is one of the strongest and most prophetic calls to conversion that the Virgin has addressed to modern humanity. Mary appears as a suffering Mother, seated on a stone, her face streaked with tears. These tears are not only a sign of pain, but also of wounded love: the love of a Mother who sees her children losing their way, distancing themselves from God and losing their sense of the sacred.
At the heart of this message, we find a clear and insistent invitation: prayer, keeping Sunday holy, and fasting. Fasting, in particular, is presented as a necessary spiritual tool for awakening consciences, healing the human heart, and re-establishing an authentic relationship with God.
1. The Historical and Spiritual Context of La Salette
The message of La Salette was born in a time of profound religious and moral crisis. Many had abandoned the practice of faith, Sunday was no longer respected, the name of God was blasphemed, and Christian life was reduced to an empty tradition.
Mary, with great sorrow, denounces sin not to condemn, but to save. Fasting, in this context, becomes a concrete response to the hardening of the heart. It is an act that breaks spiritual indifference and reopens man to the sense of God. Fasting means recognizing that we need conversion and that without God our life loses its direction.
2. Fasting in the Bible and in the Tradition of the Church
Fasting is an ancient practice, deeply rooted in Sacred Scripture.
In the Old Testament, people fasted to ask for forgiveness, to implore divine mercy, and to prepare for their encounter with God:
• Moses - Fasted for 40 days and 40 nights on Sinai before receiving the Law (Exodus 34:28; Deuteronomy 9:9)
• Elijah - Fasted for 40 days on the road to Horeb (1 Kings 19:8)
• The people of Nineveh - Collective fasting to obtain God's forgiveness (Jonah 3:5–10)
• David - Fasted as a sign of repentance and prayer (2 Sam. 12:16; Ps. 35:13)
• Esther - Fasted for three days before facing the king to save her people (Esther 4:16)
In the New Testament, Jesus himself fasted in the desert before beginning his public mission, teaching us that fasting is a spiritual preparation and a weapon against evil:
• Jesus - Fasted for 40 days in the desert before to begin public life (Mt 4:1–2)
• Jesus teaches about fasting - It should be done in secret, not for public appearances (Mt 6:16–18)
• The early Church - Fasting before important decisions (Acts 13:2–3; 14:23)
• Anna the prophetess - Fasting and praying in the Temple (Lk 2:37)
The Church has always cherished fasting as:
• an act of participation in the cross of Christ;
• an act of solidarity with the poor;
• an act of humility, because it recognizes our fragility;
• an act of penance, which helps us make amends for sin;
• an act of love, offered for the salvation of the world.
St. Augustine reminds us that "Fasting purifies the soul, elevates the spirit, and subdues the flesh." Mary at La Salette fits fully into this tradition and makes it urgent for our time.
3. The profound meaning of fasting in Mary's message
In the message of La Salette, fasting is never separated from conversion of the heart. Mary does not simply ask for an external renunciation of food, but for an internal transformation.
Authentic fasting:
• educates the heart in silence and listening to God;
• purifies intentions;
• makes the soul more sensitive to grace.
When you fast, the body experiences hunger, but the soul rediscovers the desire for God. Fasting thus becomes a prayer lived with our whole being.
4. Fasting as reparation and intercession
Mary weeps at La Salette because she sees sin wounding the heart of God and destroying humanity. Fasting, combined with prayer, becomes an act of reparation. It is a concrete way of saying to God: "Lord, I want to love even for those who do not love, to pray even for those who do not pray."
From this perspective, fasting is not only personal, but ecclesial:
• we fast for the conversion of sinners,
• for peace in the world,
• for the fidelity of the Church,
• for families and young people,
• to foster new vocations.
It is a silent but powerful act, which Mary invites us to rediscover.
5. Fasting as Inner Freedom
We live in a society dominated by consumerism and instant gratification. Fasting teaches us not to be slaves to our instincts and desires. By voluntarily renouncing something legitimate, we learn to say "no" to sin.
Mary at La Salette invites us to a fast that frees our hearts:
• free from selfishness,
• free from attachment to things,
• free to love God and our neighbor.
Fasting, lived with faith, makes us stronger internally and more open to God's will.
6. Fasting and Charity: Two Inseparable Realities
Mary does not ask for a sterile or sad fast. True fasting always leads to charity. Fasting also means:
• sharing with those who have less,
• being more patient and merciful,
• renouncing pride and judgment.
As the prophet Isaiah teaches, the fast pleasing to God is the one that opens the heart to the poor and breaks the chains of injustice. Mary at La Salette guides us towards this evangelical fasting, which transforms lives.
7. Relevance of the Message of La Salette
Today, more than ever, the message of La Salette is timely. Our time, too, is marked by religious indifference, moral confusion, and an often superficial faith. Mary continues to invite us with maternal love: return to God, pray, and fast.
Fasting can take different forms:
• fasting from food, according to each person's ability;
• fasting from useless words;
• fasting from excessive media use;
• fasting from harmful words posted online;
• fasting from selfishness and indifference.
Conclusion
It is very interesting to see many people today who generally eat very little, don't eat meat at all (vegetarians), or even are vegans—they do all this for reasons of health, beauty, or fashion. But when we start talking about fasting, that is, the spiritual reasons for depriving ourselves of food or other things, many become nervous and can't keep calm.
At La Salette, Mary invites us to fast not to burden our lives, but to liberate them. It is an invitation to rediscover God, to heal our hearts, and to prepare a future of hope.
Let us welcome this call with trust, allowing ourselves to be guided by Mary, Mother of Mercy. Through fasting, prayer, and conversion, we can become instruments of peace and salvation for the world.
May Mary's tears not fall in vain, but find a generous and faithful response in our hearts. Amen.
Fr. Marian Kolodziejczyk MSF
Formation Commission
FR / Francese
La première conférence, organisée pendant le Carême, portera sur le thème suivant :
« Marie à La Salette vous invite au jeûne »
Introduction
Chers frères, l’apparition de Marie à La Salette, le 19 septembre 1846, demeure l’un des appels à la conversion les plus fort et les plus prophétiques que la Vierge ait adressés à l’humanité. Marie apparaît comme une Mère souffrante, assise sur une pierre, le visage sillonné de larmes. Ces larmes ne sont pas seulement le signe de la douleur, mais aussi de l’amour blessé : l’amour d’une Mère qui voit ses enfants s’égarer, s’éloigner de Dieu et perdre le sens du sacré.
Au cœur de ce message, nous trouvons une invitation claire et insistante : la prière, la sanctification du dimanche et le jeûne. Le jeûne, en particulier, apparaît comme un outil spirituel nécessaire pour éveiller les consciences, guérir le cœur humain et rétablir une relation authentique avec Dieu.
1. Le contexte historique et spirituel de La Salette
Le message de La Salette est né à une époque de profonde crise religieuse et morale. Nombreux étaient ceux qui avaient abandonné la pratique de la foi, le dimanche n'était plus respecté, le nom de Dieu était profané et la vie chrétienne se trouvait réduite à une simple tradition dépourvue de véritable sens.
Marie, avec une grande douleur, dénonce le péché non pour condamner, mais pour conduire au salut. Le jeûne, dans ce contexte, devient une réponse concrète à l'endurcissement du cœur. C'est un acte qui brise l'indifférence spirituelle et rouvre l'homme au contact de Dieu. Jeûner, c'est reconnaître notre besoin de conversion et le fait que, sans Dieu, notre vie perd son sens.
2. Le jeûne dans la Bible et dans la Tradition de l'Église
Le jeûne est une pratique ancienne, profondément enracinée dans l'Écriture Sainte.
Dans l'Ancien Testament, le jeûne était pratiqué pour demander le pardon, d’implorer la miséricorde divine et se préparer à la rencontre avec Dieu :
• Moïse : il jeûna quarante jours et quarante nuits au Sinaï avant de recevoir la Loi (Exode 34.28 ; Deutéronome 9.9)
• Élie : il jeûna quarante jours sur le chemin du mont Horeb (1 Rois 19.8)
• Les habitants de Ninive : ils jeûnèrent collectivement pour obtenir le pardon de Dieu (Jonas 3.5-10)
• David : il jeûna en signe de repentance et de prière (2 Samuel 12.16 ; Psaume 35.13)
• Esther : elle jeûna trois jours avant de se présenter devant le roi pour sauver son peuple (Esther 4.16)
Dans le Nouveau Testament, Jésus lui-même jeûne dans le désert avant de commencer son ministère public, nous enseignant que le jeûne est une préparation spirituelle et une arme contre le mal :
• Jésus – Il jeûne quarante jours dans le désert avant de commencer son ministère public (Mt 4, 1-2)
• Jésus enseigne sur le jeûne – Il doit être pratiqué en secret, et non en vue d’une apparition publique (Mt 6, 16-18)
• L’Église primitive – Elle jeûne avant de prendre des décisions importantes (Ac 13, 2-3 ; 14, 23)
• Anne la prophétesse – Elle jeûne et prie au Temple (Lc 2, 37)
L’Église a toujours considéré le jeûne comme :
• un acte de participation à la croix du Christ ;
• un acte de solidarité avec les pauvres ;
• un acte d’humilité, car il reconnaît notre fragilité ;
• un acte de pénitence, qui nous aide à expier nos péchés ;
• un acte d’amour, offert pour le salut du monde.
Saint Augustin nous rappelle que « le jeûne purifie l’âme, élève l’esprit et soumet la chair ». Marie à La Salette s’inscrit pleinement dans cette tradition et la rend plus que jamais d’actualité.
3. La signification profonde du jeûne dans le message de Marie
Dans le message de La Salette, le jeûne est indissociable de la conversion du cœur. Marie ne demande pas simplement un renoncement extérieur à la nourriture, mais une transformation intérieure.
Le jeûne authentique :
• éduque le cœur dans le silence et l’écoute de Dieu ;
• purifie les intentions ;
• rend l’âme plus sensible à la grâce.
Lorsque l’on jeûne, le corps ressent la faim, mais l’âme redécouvre le désir de Dieu. Le jeûne devient ainsi une prière vécue de tout notre être.
4. Le jeûne comme réparation et intercession
À La Salette, Marie pleure car elle voit le péché blesser le cœur de Dieu et détruire l’humanité. Le jeûne, uni à la prière, devient un acte de réparation. C’est une moyen concrète de dire à Dieu : « Seigneur, je veux aimer même ceux qui n’aiment pas, prier même pour ceux qui ne prient pas.» Dans cette perspective, le jeûne n’est pas seulement personnel, mais aussi ecclésial :
• nous jeûnons pour la conversion des pécheurs,
• pour la paix dans le monde,
• pour la fidélité de l’Église,
• pour les familles et les jeunes,
• pour susciter de nouvelles vocations.
C’est un acte silencieux mais puissant, que Marie nous invite à redécouvrir.
5. Le jeûne comme liberté intérieure
Nous vivons dans une société dominée par le consumérisme et la gratification instantanée. Le jeûne nous apprend à ne pas être esclaves de nos instincts et de nos désirs. En renonçant volontairement à quelque chose de légitime, nous apprenons à dire « non » au péché.
Marie à La Salette nous invite à un jeûne qui libère nos cœurs :
• libérés de l’égoïsme,
• libérés de l’attachement aux choses,
• libres d’aimer Dieu et notre prochain.
Vécu dans la foi, le jeûne nous fortifie intérieurement et nous rend plus réceptifs à la volonté de Dieu.
6. Jeûne et charité : deux réalités indissociables
Marie ne demande pas un jeûne stérile ou triste. Le vrai jeûne conduit toujours à la charité. Jeûner signifie aussi :
• partager avec ceux qui ont moins,
• être plus patient et miséricordieux,
• renoncer à l’orgueil et au jugement.
Comme l’enseigne le prophète Isaïe, le jeûne agréable à Dieu est celui qui ouvre nos cœurs aux pauvres et brise les chaînes de l’injustice. À La Salette, Marie nous guide vers ce jeûne évangélique, qui transforme les vies.
7. Actualité du message de La Salette
Aujourd’hui plus que jamais, le message de La Salette est d’actualité. Notre époque est aussi marquée par l’indifférence religieuse, la confusion morale et une foi souvent superficielle. Marie continue de nous inviter avec un amour maternel : revenez à Dieu, priez et jeûnez.
Le jeûne peut prendre différentes formes :
• jeûner de nourriture, selon les capacités de chacun ;
• jeûner des paroles inutiles ;
• jeûner de l’usage excessif des médias ;
• jeûner des propos nuisibles laissés sur internet ;
• jeûner de l’égoïsme et de l’indifférence.
Conclusion
Il est frappant de constater qu’aujourd’hui, beaucoup de personnes mangent très peu, évitent complètement la viande (végétariens) ou deviennent même végétaliennes – elles le font pour des raisons de santé, de beauté ou de mode.
Mais dès qu'on aborde le sujet du jeûne, c'est-à-dire les raisons spirituelles de se priver de nourriture ou d'autres choses, beaucoup s'agitent et perdent leur calme.
À La Salette, Marie nous invite à jeûner non pour alourdir nos vies, mais pour les libérer. C'est une invitation à redécouvrir Dieu, à guérir nos cœurs et à préparer un avenir d'espérance.
Accueillons cet appel avec confiance, en nous laissant guider par Marie, Mère de Miséricorde. Par le jeûne, la prière et la conversion, nous pouvons devenir des instruments de paix et de salut pour le monde.
Que les larmes de Marie ne soient pas vaines, mais trouvent dans nos cœurs une réponse généreuse et fidèle. Amen.
P. Marian Kolodziejczyk MSF
Commission de Formation
IDN / Indonesiano
Berhubung Konferensi pertama berlangsung selama Prapaskah, tema berikut telah dipilih:
"Maria La Salette mengundang kita untuk berpuasa"
Pendahuluan
Para Konfrater yang terkasih, penampakan Bunda Maria La Salette, yang terjadi pada tanggal 19 September 1846, adalah salah satu seruan pertobatan terkuat dan paling berisi nubuat Perawan yang ditujukan kepada umat manusia modern. Maria muncul sebagai Ibu yang menderita, duduk di atas batu, wajahnya berlinang air mata. Air mata ini bukan hanya tanda rasa sakit, tetapi juga cinta yang terluka: cinta seorang Ibu yang melihat anak-anaknya tersesat, menjauhkan diri dari Tuhan dan kehilangan rasa yang sakral.
Di jantung pesan ini kita menemukan undangan yang jelas dan mendesak: doa, pengudusan hari Minggu dan puasa. Puasa, khususnya, disajikan sebagai alat rohani yang diperlukan untuk membangkitkan hati nurani, menyembuhkan hati manusia dan membangun kembali hubungan otentik dengan Tuhan.
1. Konteks sejarah dan spiritual La Salette
Pesan La Salette lahir pada masa krisis agama dan moral yang mendalam. Banyak yang telah meninggalkan praktik iman, hari Minggu tidak lagi dihormati, nama Tuhan dihujat, dan kehidupan Kristen direduksi menjadi tradisi kosong.
Maria, dengan kesedihan yang besar, mencela dosa bukan untuk menghukum, tetapi untuk menyelamatkan. Puasa, dalam konteks ini, menjadi respons konkret terhadap bebalnya hati. Ini adalah tindakan yang mematahkan ketidak-pedulian rohani dan membuka kembali manusia terhadap rasa Tuhan. Puasa berarti mengakui bahwa kita membutuhkan pertobatan dan bahwa tanpa Tuhan hidup kita kehilangan arah.
2. Puasa dalam Alkitab dan dalam tradisi Gereja
Puasa adalah praktik kuno, berakar kuat dalam Kitab Suci.
Dalam Perjanjian Lama, orang berpuasa untuk meminta pengampunan, untuk memohon belas kasihan ilahi dan untuk mempersiapkan perjumpaan dengan Tuhan:
• Musa - Berpuasa 40 hari 40 malam di Sinai sebelum menerima Hukum Taurat (Kel 34:28; Ulangan 9:9)
• Elia - Berpuasa selama 40 hari dalam perjalanan ke Horeb (1 Raja-raja 19:8)
• Orang-orang Niniwe - Puasa kolektif untuk memeroleh pengampunan Tuhan (Yunus 3:5-10)
• Daud - Puasa sebagai tanda pertobatan dan doa (2 Sam 12:16; Mzm 35:13)
• Ester - Berpuasa selama tiga hari sebelum menghadap raja untuk menyelamatkan rakyatnya (Yes 4:16)
Dalam Perjanjian Baru, Yesus sendiri berpuasa di padang gurun sebelum memulai misi publiknya, mengajarkan kita bahwa puasa adalah persiapan rohani dan senjata melawan kejahatan:
• Yesus - Berpuasa 40 hari di padang gurun sebelum memulai kehidupan publik (Mat 4:1-2)
• Yesus mengajarkan tentang puasa - Itu harus dilakukan secara rahasia, bukan untuk dipamerkan (Mat 6:16-18)
• Gereja mula-mula - Berpuasa sebelum keputusan penting (Kisah Para Rasul 13:2-3; 14:23)
• Nabi perempuan Ana - Berpuasa dan berdoa di Bait Suci (Luk 2:37)
Gereja selalu menjaga puasa sebagai:
• tindakan partisipasi dalam salib Kristus;
• tindakan solidaritas dengan orang miskin;
• tindakan kerendahan hati, karena mengakui kerapuhan kita;
• tindakan penebusan dosa, yang membantu kita untuk menebus dosa;
• Sebuah tindakan kasih, yang dipersembahkan untuk keselamatan dunia.
Santo Agustinus mengingatkan kita bahwa "puasa memurnikan jiwa, meninggikan roh, menaklukkan daging". Maria La Salette sepenuhnya cocok dengan tradisi ini dan membuatnya mendesak untuk zaman kita.
3. Arti mendalam dari puasa dalam pesan Maria
Dalam pesan La Salette, puasa tidak pernah lepas dari pertobatan hati. Maria tidak hanya meminta penolakan eksternal terhadap makanan, tetapi untuk transformasi batin.
Puasa otentik:
• itu mendidik hati untuk diam dan mendengarkan Tuhan;
• memurnikan niat;
• itu membuat jiwa lebih sensitif terhadap rahmat.
Ketika Anda berpuasa, tubuh mengalami kelaparan, tetapi jiwa menemukan kembali keinginan akan Tuhan. Dengan demikian puasa menjadi doa yang dijalani dengan segenap keberadaan kita.
4. Puasa sebagai pemulihan dan permohonan
Maria menangis di La Salette karena dia melihat dosa melukai hati Tuhan dan menghancurkan manusia. Puasa, dikombinasikan dengan doa, menjadi tindakan pemulihan. Ini adalah cara konkret untuk mengatakan kepada Tuhan: "Tuhan, saya ingin mengasihi bahkan bagi mereka yang tidak mengasihi, untuk berdoa juga bagi mereka yang tidak berdoa".
Dalam perspektif ini, puasa tidak hanya bersifat pribadi, tetapi juga gerejawi:
• puasa untuk pertobatan orang berdosa,
• untuk perdamaian di dunia,
• untuk kesetiaan Gereja,
• untuk keluarga dan kaum muda,
• untuk memperoleh panggilan baru.
Ini adalah tindakan yang diam tetapi sangat kuat, yang Maria mengundang kita untuk menemukan kembali.
5. Puasa sebagai kebebasan batin
Kita hidup dalam masyarakat yang didominasi oleh konsumsi dan kepuasan instan. Puasa mendidik kita untuk tidak menjadi budak naluri dan keinginan kita. Dengan secara sukarela melepaskan sesuatu yang sah kita punyai, kita belajar untuk mengatakan "tidak" pada dosa.
Maria La Salette mengajak kita untuk berpuasa yang membuat hati bebas:
• bebas dari keegoisan,
• bebas dari keterikatan pada benda-benda,
• bebas untuk mengasihi Tuhan dan sesama.
Puasa, dijalani dengan iman, membuat manusia lebih kuat dalam hati dan lebih siap sedia untuk kehendak Tuhan.
6. Puasa dan amal: dua realitas yang tidak dapat dipisahkan
Maria tidak meminta puasa steril atau sedih. Puasa sejati selalu mengarah pada amal. Puasa juga berarti:
• berbagi dengan mereka yang memiliki lebih sedikit,
• jadilah lebih sabar dan berbelas kasihan,
• meninggalkan kesombongan dan penilaian.
Seperti yang diajarkan nabi Yesaya, puasa yang menyenangkan Tuhan adalah puasa yang membuka hati terhadap orang miskin dan mematahkan rantai ketidakadilan. Maria La Salette membimbing kita menuju puasa injili ini, yang mengubah kehidupan.
7. Relevansi pesan La Salette
Hari ini lebih dari sebelumnya, pesan La Salette sangatlah relevan. Zaman kita juga ditandai dengan ketidak-pedulian nilai agama, kebingungan moral dan iman yang seringkali dangkal. Maria terus mengundang kita dengan kasih keibuan: kembali kepada Tuhan, berdoa, berpuasa.
Puasa dapat mengambil berbagai bentuk:
• puasa dari makanan, sesuai dengan kemungkinan masing-masing;
• puasa dari kata-kata yang tidak berguna;
• puasa dari penggunaan media yang berlebihan;
• berpuasa dari kata-kata buruk yang terpapang di internet;
• berpuasa dari keegoisan dan tidak-pedulian.
Kesimpulan
Sangat menarik untuk melihat saat ini banyak orang yang umumnya makan sedikit, tidak makan daging sama sekali (vegetarian) atau bahkan vegan – mereka melakukan semua ini karena alasan kesehatan, kecantikan, mode. Tetapi ketika kita mulai berbicara tentang puasa, yaitu alasan spiritual untuk merampas diri kita dari makanan atau hal-hal lain, banyak yang menjadi gugup dan tidak bisa tetap tenang.
Maria La Salette mengajak kita untuk berpuasa, bukan untuk membebani hidup kita, tetapi untuk membebaskannya. Ini adalah undangan untuk menemukan kembali Tuhan, untuk menyembuhkan hati dan untuk mempersiapkan masa depan penuh harapan.
Marilah kita menerima seruan ini dengan keyakinan, membiarkan diri kita dibimbing oleh Maria, Bunda Kerahiman. Melalui puasa, doa dan pertobatan, kita dapat menjadi alat kedamaian dan keselamatan bagi dunia.
Semoga air mata Maria tidak jatuh dengan sia-sia, tetapi menemukan tanggapan yang murah hati dan setia di hati kita. Amin.
Fr. Marian Kolodziejczyk MSF
Komisi Formasio
PL / Polacco
Ponieważ pierwsza konferencja przypada na okres Wielkiego Postu, wybrany został następujący temat:
„Maryja na La Salette zaprasza do postu”
Wprowadzenie
Drodzy Współbracia, objawienie Maryi na La Salette, które miało miejsce 19 września 1846 roku, jest jednym z najmocniejszych i najbardziej proroczych wezwań do nawrócenia, jakie Najświętsza Maryja Panna skierowała do współczesnej ludzkości. Maryja ukazuje się jako cierpiąca Matka, siedząca na kamieniu, z twarzą zalaną łzami. Łzy te są nie tylko oznaką bólu, ale także zranionej miłości: miłości Matki, która widzi, jak jej dzieci gubią drogę, oddalają się od Boga i tracą poczucie sacrum.
W sercu tego przesłania znajdujemy jasne i natarczywe zaproszenie do: modlitwy, świętowania niedzieli i postu. Post jest w szczególności ukazany jako niezbędne narzędzie duchowe do przebudzenia sumień, uzdrowienia ludzkiego serca i odbudowania autentycznej relacji z Bogiem.
1. Historyczny i duchowy kontekst La Salette
Orędzie La Salette narodziło się w czasach głębokiego kryzysu religijnego i moralnego. Wielu porzuciło praktykowanie wiary, niedziela nie była już szanowana, bluźniono imieniu Boga, a życie chrześcijańskie zostało sprowadzone do pustej tradycji.
Maryja z wielkim bólem potępia grzech nie po to, by potępić, lecz by zbawić. Post w tym kontekście staje się konkretną odpowiedzią na zatwardziałość serca. Jest aktem, który przełamuje duchową obojętność i na nowo otwiera człowieka na poczucie Boga. Post oznacza uznanie, że potrzebujemy nawrócenia i że bez Boga nasze życie traci swój kierunek.
2. Post w Biblii i Tradycji Kościoła
Post to starożytna praktyka, głęboko zakorzeniona w Piśmie Świętym.
W Starym Testamencie ludzie pościli, aby prosić o przebaczenie, błagać o Boże miłosierdzie i przygotować się na spotkanie z Bogiem:
• Mojżesz – Pościł przez 40 dni i 40 nocy na Synaju przed otrzymaniem Prawa (Wj 34,28; Pwt 9,9)
• Eliasz – Pościł przez 40 dni w drodze na górę Horeb (1 Krl 19,8)
• Mieszkańcy Niniwy – Zbiorowy post dla uzyskania Bożego przebaczenia (Jon 3,5-10)
• Dawid – Pościł na znak pokuty i modlitwy (2 Sm 12,16; Ps 35,13)
• Estera – Pościła przez trzy dni przed spotkaniem z królem, aby ocalić swój lud (Est 4,16)
W Nowym Testamencie sam Jezus pości na pustyni przed rozpoczęciem swojej publicznej posługi, ucząc nas, że post jest duchowym przygotowaniem i bronią przeciwko złu:
• Jezus – Pości przez 40 dni na pustyni przed rozpoczęciem swojej publicznej posługi (Mt 4,1–2)
• Jezus naucza o poście – Należy go czynić w ukryciu, a nie publicznie (Mt 6,16–18)
• Kościół pierwotny – Pości przed podjęciem ważnych decyzji (Dz 13,2–3; 14,23)
• prorokini Anna – Pości i modli się w Świątyni (Łk 2,37)
Kościół zawsze cenił post jako:
• akt uczestnictwa w krzyżu Chrystusa;
• akt solidarności z ubogimi;
• akt pokory, ponieważ uznaje naszą kruchość;
• akt pokuty, który pomaga nam zadośćuczynić za grzechy;
• akt miłości, ofiarowany dla zbawienia świata.
Święty Augustyn przypomina nam, że „post oczyszcza duszę, uwzniośla ducha i ujarzmia ciało”. Maryja w La Salette w pełni wpisuje się w tę tradycję i czyni ją pilną w naszych czasach.
3. Głębokie znaczenie postu w orędziu Maryi
W orędziu z La Salette post nigdy nie jest oddzielony od nawrócenia serca. Maryja prosi nie tylko o zewnętrzne wyrzeczenie się pokarmu, ale o wewnętrzną przemianę.
Autentyczny post:
• wychowuje serce w ciszy i słuchaniu Boga;
• oczyszcza intencje;
• czyni duszę bardziej wrażliwą na łaskę.
Kiedy pościsz, ciało odczuwa głód, ale dusza na nowo odkrywa pragnienie Boga. Post staje się zatem modlitwą przeżywaną całym sobą.
4. Post jako zadośćuczynienie i wstawiennictwo
Maryja płacze na górze La Salette, ponieważ widzi grzech raniący serce Boga i niszczący ludzkość. Post, połączony z modlitwą, staje się aktem zadośćuczynienia. Jest konkretnym sposobem powiedzenia Bogu: „Panie, chcę kochać nawet tych, którzy nie kochają, modlić się nawet za tych, którzy się nie modlą”.
Z tej perspektywy post jest nie tylko osobisty, ale i eklezjalny:
• pościmy za nawrócenie grzeszników,
• za pokój na świecie,
• za wierność Kościoła,
• za rodziny i młodzież,
• aby budzić nowe powołania.
To cichy, ale pełen mocy akt, do którego ponownego odkrycia zachęca nas Maryja.
5. Post jako wewnętrzna wolność
Żyjemy w społeczeństwie zdominowanym przez konsumpcjonizm i natychmiastową gratyfikację. Post uczy nas, by nie być niewolnikami naszych instynktów i pragnień. Dobrowolnie wyrzekając się czegoś, co jest słuszne, uczymy się mówić grzechowi: „NIE”.
Maryja w La Salette zaprasza nas do postu, który czyni nasze serca:
• wolne od egoizmu,
• wolne od przywiązania do rzeczy,
• wolne do kochania Boga i bliźniego.
Post, przeżywany z wiarą, czyni nas silniejszymi wewnętrznie i bardziej otwartymi na wolę Bożą.
6. Post i miłość bliźniego: dwie nierozłączne rzeczywistości
Maryja nie prosi o jałowy czy smutny post. Prawdziwy post zawsze prowadzi do miłości bliźniego. Post oznacza również:
• dzielenie się z tymi, którzy mają mniej,
• bycie bardziej cierpliwym i miłosiernym,
• wyrzeczenie się pychy i osądzania.
Jak naucza prorok Izajasz, post miły Bogu to taki, który otwiera nasze serca na ubogich i zrywa kajdany niesprawiedliwości. Na La Salette Maryja prowadzi nas ku temu ewangelicznemu postowi, który przemienia życie.
7. Aktualność Orędzia z La Salette
Dziś, bardziej niż kiedykolwiek, orędzie z La Salette jest aktualne. Nasze czasy również naznaczone są obojętnością religijną, zamętem moralnym i często powierzchowną wiarą. Maryja wciąż wzywa nas z macierzyńską miłością: wróćcie do Boga, módlcie się i pośćcie.
Post może przybierać różne formy:
• post od jedzenia, stosownie do możliwości każdego;
• post od bezużytecznych słów;
• post od nadmiernego korzystania z mediów;
• post od szkodliwych słów publikowanych w internecie;
• post od egoizmu i obojętności.
Zakończenie
Bardzo ciekawie jest dziś obserwować, jak wiele osób je bardzo mało, w ogóle nie je mięsa (wegetarianie), a nawet przechodzi na weganizm – robią to wszystko ze względów zdrowotnych, estetycznych lub z powodu mody. Ale kiedy zaczynamy mówić o poście, czyli o duchowych powodach pozbawiania się jedzenia lub innych rzeczy, wielu denerwuje się i nie potrafi zachować spokoju.
Maryja w La Salette zaprasza nas do postu nie po to, by obciążać nasze życie, ale by je wyzwolić. To zaproszenie do ponownego odkrycia Boga, uzdrowienia naszych serc i przygotowania przyszłości pełnej nadziei.
Przyjmijmy to wezwanie z ufnością, pozwalając, by prowadziła nas Maryja, Matka Miłosierdzia. Poprzez post, modlitwę i nawrócenie możemy stać się narzędziami pokoju i zbawienia dla świata.
Oby łzy Maryi nie poszły na marne, ale znalazły hojną, wielkoduszną i wierną odpowiedź w naszych sercach. Amen.
Ks. Marian Kolodziejczyk MSF
Komisja Formacyjna
PT / Portoghese
TESTO NON ANCORA CORRETTO
Como a primeira conferência ocorre durante a Quaresma, o tema escolhido foi:
"Maria em La Salette convida você ao jejum"
Introdução
Caros irmãos, a aparição de Maria em La Salette, ocorrida em 19 de setembro de 1846, é um dos mais fortes e proféticos chamados à conversão que a Virgem dirigiu à humanidade moderna. Maria aparece como uma Mãe sofredora, sentada sobre uma pedra, com o rosto banhado em lágrimas. Essas lágrimas não são apenas um sinal de dor, mas também de amor ferido: o amor de uma Mãe que vê seus filhos se desviando do caminho, se afastando de Deus e perdendo o senso do sagrado.
No cerne desta mensagem, encontramos um convite claro e insistente: a oração, a santificação do domingo e o jejum. O jejum, em particular, é apresentado como uma ferramenta espiritual necessária para o despertar das consciências, a cura do coração humano e o restabelecimento de uma relação autêntica com Deus.
1. O Contexto Histórico e Espiritual de La Salette
A mensagem de La Salette nasceu em um tempo de profunda crise religiosa e moral. Muitos haviam abandonado a prática da fé, o domingo não era mais respeitado, o nome de Deus era blasfemado e a vida cristã havia se reduzido a uma tradição vazia.
Maria, com grande dor, denuncia o pecado não para condenar, mas para salvar. O jejum, nesse contexto, torna-se uma resposta concreta ao endurecimento do coração. É um ato que rompe a indiferença espiritual e reabre o homem ao sentido de Deus. Jejuar significa reconhecer que precisamos de conversão e que, sem Deus, nossa vida perde o rumo.
2. O Jejum na Bíblia e na Tradição da Igreja
O jejum é uma prática antiga, profundamente enraizada nas Sagradas Escrituras.
No Antigo Testamento, as pessoas jejuavam para pedir perdão, implorar a misericórdia divina e se preparar para o encontro com Deus:
• Moisés - Jejuou por 40 dias e 40 noites no Sinai antes de receber a Lei (Êxodo 34:28; Deuteronômio 9:9)
• Elias - Jejuou por 40 dias a caminho do Monte Horebe (1 Reis 19:8)
• O povo de Nínive - Jejum coletivo para obter o perdão de Deus (Jonas 3:5-10)
• Davi - Jejuou como sinal de arrependimento e oração (2 Samuel 12:16; Salmo 35:13)
• Ester - Jejuou por três dias antes de enfrentar o rei para salvar seu povo (Ester 4:16)
No Novo Testamento, o próprio Jesus jejua no deserto antes de iniciar seu ministério público, ensinando-nos que o jejum é uma preparação espiritual e uma arma contra o mal:
• Jesus - Ele jejua por 40 dias no deserto antes de iniciar seu ministério público (Mt 4,1-2)
• Jesus ensina sobre o jejum - Deve ser feito em segredo, não para aparições públicas (Mt 6,16-18)
• A Igreja primitiva - Ela jejua antes de decisões importantes (At 13,2-3; 14,23)
• Ana, a profetisa - Ela jejua e ora no Templo (Lc 2,37)
A Igreja sempre valorizou o jejum como:
• um ato de participação na cruz de Cristo;
• um ato de solidariedade com os pobres;
• um ato de humildade, porque reconhece nossa fragilidade;
• um ato de penitência, que nos ajuda a reparar os pecados;
• um ato de amor, oferecido pela salvação do mundo.
Santo Agostinho nos lembra que "o jejum purifica a alma, eleva o espírito e subjuga a carne". A Maria de La Salette se encaixa perfeitamente nessa tradição e a torna urgente para os nossos tempos.
3. O profundo significado do jejum na mensagem de Maria
Na mensagem de La Salette, o jejum nunca é separado da conversão do coração. Maria não pede simplesmente uma renúncia externa à comida, mas uma transformação interior.
O jejum autêntico:
• educa o coração no silêncio e na escuta de Deus;
• purifica as intenções;
• torna a alma mais sensível à graça.
Quando jejuamos, o corpo sente fome, mas a alma redescobre o desejo por Deus. O jejum torna-se, assim, uma oração vivida com todo o nosso ser.
4. O Jejum como Reparação e Intercessão
Maria chora em La Salette porque vê o pecado ferindo o coração de Deus e destruindo a humanidade. O jejum, aliado à oração, torna-se um ato de reparação. É uma forma concreta de dizer a Deus: "Senhor, quero amar até mesmo aqueles que não amam, rezar até mesmo aqueles que não rezam".
Dessa perspectiva, o jejum não é apenas pessoal, mas eclesial:
• jejuamos pela conversão dos pecadores,
• pela paz no mundo,
• pela fidelidade da Igreja,
• pelas famílias e jovens,
• para fomentar novas vocações.
É um ato silencioso, mas poderoso, que Maria nos convida a redescobrir.
5. O Jejum como Liberdade Interior
Vivemos em uma sociedade dominada pelo consumismo e pela gratificação instantânea. O jejum nos ensina a não sermos escravos de nossos instintos e desejos. Ao renunciarmos voluntariamente a algo legítimo, aprendemos a dizer "não" ao pecado.
Maria em La Salette nos convida a um jejum que liberta nossos corações:
• do egoísmo,
• do apego às coisas,
• para amar a Deus e ao próximo.
O jejum, vivido com fé, nos fortalece interiormente e nos torna mais abertos à vontade de Deus.
6. Jejum e Caridade: Duas Realidades Inseparáveis
Maria não pede um jejum estéril ou triste. O verdadeiro jejum sempre leva à caridade. Jejuar também significa:
• compartilhar com os menos favorecidos,
• ser mais paciente e misericordioso,
• renunciar ao orgulho e ao julgamento.
Como ensina o profeta Isaías, o jejum que agrada a Deus é aquele que abre o coração aos pobres e quebra as correntes da injustiça. Maria em La Salette nos guia rumo a esse jejum evangélico, que transforma vidas.
7. Relevância da Mensagem de La Salette
Hoje, mais do que nunca, a mensagem de La Salette é oportuna. Nossa época também é marcada pela indiferença religiosa, pela confusão moral e por uma fé muitas vezes superficial. Maria continua a nos convidar com amor materno: voltemos para Deus, oremos e jejuemos.
O jejum pode assumir diferentes formas:
• jejum de alimentos, de acordo com a capacidade de cada pessoa;
• jejum de palavras inúteis;
• jejum do uso excessivo de mídias sociais;
• jejum de palavras nocivas deixadas na internet;
• jejum do egoísmo e da indiferença.
Conclusão
É muito interessante observar como muitas pessoas hoje em dia comem pouco, evitam carne completamente (vegetarianos) ou até mesmo se tornam veganas — tudo isso por motivos de saúde, beleza ou moda. Mas quando começamos a falar sobre jejum, ou seja, as razões espirituais para nos privarmos de comida ou outras coisas, muitos ficam nervosos e incapazes de manter a calma.
Maria em La Salette nos convida a jejuar não para sobrecarregar nossas vidas, mas para libertá-las. É um convite para redescobrir Deus, curar nossos corações e preparar um futuro de esperança.
Acolhamos este chamado com confiança, deixando-nos guiar por Maria, Mãe da Misericórdia. Através do jejum, da oração e da conversão, podemos nos tornar instrumentos de paz e salvação para o mundo.
Que as lágrimas de Maria não caiam em vão, mas encontrem uma resposta generosa e fiel em nossos corações. Amém.
P. Marian Kolodziejczyk MSF
Comissão de Formação
SP / Spagnolo
Dado que la primera conferencia coincide con la Cuaresma, se eligió el siguiente tema:
"María en La Salette os invita al ayuno"
Introducción
Queridos hermanos, la aparición de María en La Salette, ocurrida el 19 de septiembre de 1846, es uno de los llamados a la conversión más fuertes y proféticos que la Virgen ha dirigido a la humanidad moderna. María aparece como una Madre sufriente, sentada sobre una piedra, con el rostro surcado de lágrimas. Estas lágrimas no son solo un signo de dolor, sino también de amor herido: el amor de una Madre que ve a sus hijos extraviarse, alejarse de Dios y perder el sentido de lo sagrado.
En el corazón de este mensaje, encontramos una invitación clara e insistente: la oración, la santificación del domingo y el ayuno. El ayuno, en particular, se presenta como una herramienta espiritual necesaria para despertar las conciencias, sanar el corazón humano y restablecer una auténtica relación con Dios.
1. El contexto histórico y espiritual de La Salette
El mensaje de La Salette nació en una época de profunda crisis religiosa y moral. Muchos habían abandonado la práctica de la fe, el domingo ya no se respetaba, el nombre de Dios era blasfemado y la vida cristiana se reducía a una tradición vacía.
María, con gran dolor, denuncia el pecado no para condenar, sino para salvar. El ayuno, en este contexto, se convierte en una respuesta concreta al endurecimiento del corazón. Es un acto que rompe la indiferencia espiritual y abre al hombre al sentido de Dios. Ayunar significa reconocer que necesitamos conversión y que sin Dios nuestra vida pierde el rumbo.
2. El ayuno en la Biblia y en la tradición de la Iglesia
El ayuno es una práctica antigua, profundamente arraigada en la Sagrada Escritura.
En el Antiguo Testamento, la gente ayunaba para pedir perdón, implorar la misericordia divina y prepararse para su encuentro con Dios:
• Moisés: Ayunó 40 días y 40 noches en el Sinaí antes de recibir la Ley (Éxodo 34:28; Deuteronomio 9:9).
• Elías: Ayunó 40 días camino al monte Horeb (1 Reyes 19:8).
• Los ninivitas: Ayuno colectivo para obtener el perdón de Dios (Jonás 3:5-10).
• David: Ayunó como señal de arrepentimiento y oración (2 Samuel 12:16; Salmo 35:13).
• Ester: Ayunó tres días antes de comparecer ante el rey para salvar a su pueblo (Ester 4:16).
En el Nuevo Testamento, Jesús mismo ayuna en el desierto antes de comenzar su ministerio público, enseñándonos que el ayuno es una preparación espiritual y un arma contra el mal:
• Jesús: Ayuna durante 40 días en el desierto antes de comenzar su ministerio público (Mt 4:1-2).
• Jesús enseña sobre el ayuno: Debe hacerse en secreto, no para apariciones públicas (Mt 6:16-18).
• La Iglesia primitiva: Ayuna antes de tomar decisiones importantes (Hch 13:2-3; 14:23).
• Ana, la profetisa: Ayuna y ora en el Templo (Lc 2:37).
La Iglesia siempre ha valorado el ayuno como:
• un acto de participación en la cruz de Cristo;
• un acto de solidaridad con los pobres;
• un acto de humildad, porque reconoce nuestra fragilidad;
• un acto de penitencia, que nos ayuda a reparar el pecado;
• un acto de amor, ofrecido por la salvación del mundo.
San Agustín nos recuerda que «el ayuno purifica el alma, eleva el espíritu y somete la carne». María en La Salette encaja plenamente en esta tradición y la hace urgente para nuestro tiempo.
3. El profundo significado del ayuno en el mensaje de María
En el mensaje de La Salette, el ayuno nunca se separa de la conversión del corazón. María no pide simplemente una renuncia externa al alimento, sino una transformación interior.
El ayuno auténtico:
• educa el corazón en el silencio y en la escucha de Dios;
• purifica las intenciones;
• hace el alma más sensible a la gracia.
Cuando ayunamos, el cuerpo experimenta hambre, pero el alma redescubre el deseo de Dios. El ayuno se convierte así en una oración vivida con todo nuestro ser.
4. El ayuno como reparación e intercesión
María llora en La Salette porque ve cómo el pecado hiere el corazón de Dios y destruye a la humanidad. El ayuno, combinado con la oración, se convierte en un acto de reparación. Es una forma concreta de decirle a Dios: «Señor, quiero amar incluso por quienes no aman, orar incluso por quienes no oran».
Desde esta perspectiva, el ayuno no es solo personal, sino eclesial:
• ayunamos por la conversión de los pecadores,
• por la paz en el mundo,
• por la fidelidad de la Iglesia,
• por las familias y los jóvenes,
• para fomentar nuevas vocaciones.
Es un acto silencioso pero poderoso, que María nos invita a redescubrir.
5. El ayuno como libertad interior
• Vivimos en una sociedad dominada por el consumismo y la gratificación instantánea. El ayuno nos enseña a no ser esclavos de nuestros instintos y deseos. Al renunciar voluntariamente a algo legítimo, aprendemos a decir «no» al pecado. María en La Salette nos invita a un ayuno que libera nuestros corazones:
• libres del egoísmo,
• libres del apego a las cosas,
• libres para amar a Dios y al prójimo.
El ayuno, vivido con fe, nos fortalece interiormente y nos hace más abiertos a la voluntad de Dios.
6. Ayuno y caridad: Dos realidades inseparables
María no pide un ayuno estéril ni triste. El verdadero ayuno siempre conduce a la caridad. Ayunar también significa:
• compartir con los que menos tienen,
• ser más pacientes y misericordiosos,
• renunciar al orgullo y al juicio.
Como enseña el profeta Isaías, el ayuno que agrada a Dios es el que abre el corazón a los pobres y rompe las cadenas de la injusticia. María en La Salette nos guía hacia este ayuno evangélico, que transforma vidas.
7. Relevancia del Mensaje de La Salette
Hoy, más que nunca, el mensaje de La Salette es actual. Nuestra época también está marcada por la indiferencia religiosa, la confusión moral y una fe a menudo superficial. María sigue invitándonos con amor maternal: volvamos a Dios, oremos y ayunemos.
El ayuno puede adoptar diferentes formas:
• ayuno de alimentos, según la capacidad de cada persona;
• ayuno de palabras inútiles;
• ayuno del uso excesivo de los medios de comunicación;
• ayuno de las palabras dañinas publicadas en internet;
• ayuno del egoísmo y la indiferencia.
Conclusión
Es muy interesante ver a muchas personas hoy en día que generalmente comen muy poco, evitan la carne por completo (vegetarianos) o incluso se vuelven veganos; todo lo hacen por razones de salud, belleza o moda. Pero cuando empezamos a hablar del ayuno, es decir, de las razones espirituales para privarnos de comida u otras cosas, muchos se ponen nerviosos y no logran mantener la calma.
María en La Salette nos invita a ayunar no para cargar nuestras vidas, sino para liberarlas. Es una invitación a redescubrir a Dios, a sanar nuestros corazones y a preparar un futuro de esperanza.
Acojamos este llamado con confianza, dejándonos guiar por María, Madre de Misericordia. A través del ayuno, la oración y la conversión, podemos convertirnos en instrumentos de paz y salvación para el mundo.
Que las lágrimas de María no caigan en vano, sino que encuentren una respuesta generosa y fiel en nuestros corazones. Amén.
P. Marian Kolodziejczyk MSF
Comisión de Formación
