Prima conferenza per il giorno di ritiro 2026

Riflessioni
Tipografia

Qui troverete la prima conferenza, preparata per il giorno di ritiro del primo trimestre, in diverse lingue.

IT / italiano

Come che la prima conferenza ricorre durante la quaresima è stato scelto il seguente tema:

“Maria a La Salette invita al digiuno”

Introduzione
Carissimi confratelli, l’apparizione di Maria a La Salette, avvenuta il 19 settembre 1846, è uno dei richiami più forti e profetici alla conversione che la Vergine abbia rivolto all’umanità moderna. Maria appare come Madre sofferente, seduta su una pietra, con il volto rigato di lacrime. Queste lacrime non sono solo segno di dolore, ma anche di amore ferito: l’amore di una Madre che vede i suoi figli smarrirsi, allontanarsi da Dio e perdere il senso del sacro.
Nel cuore di questo messaggio troviamo un invito chiaro e insistente: la preghiera, la santificazione della domenica e il digiuno. Il digiuno, in particolare, è presentato come uno strumento spirituale necessario per risvegliare le coscienze, guarire il cuore umano e ristabilire un rapporto autentico con Dio.

1. Il contesto storico e spirituale di La Salette
Il messaggio di La Salette nasce in un tempo di profonda crisi religiosa e morale. Molti avevano abbandonato la pratica della fede, la domenica non era più rispettata, il nome di Dio veniva bestemmiato e la vita cristiana era ridotta a una tradizione vuota.
Maria, con grande dolore, denuncia il peccato non per condannare, ma per salvare. Il digiuno, in questo contesto, diventa una risposta concreta all’indurimento del cuore. È un atto che rompe l’indifferenza spirituale e riapre l’uomo al senso di Dio. Digiunare significa riconoscere che abbiamo bisogno di conversione e che senza Dio la nostra vita perde orientamento. 

2. Il digiuno nella Bibbia e nella tradizione della Chiesa
Il digiuno è una pratica antica, profondamente radicata nella Sacra Scrittura.

Nell’Antico Testamento il popolo digiuna per chiedere perdono, per implorare la misericordia divina e per prepararsi all’incontro con Dio:
•    Mosè - Digiuna 40 giorni e 40 notti sul Sinai prima di ricevere la Legge (Es 34,28; Dt 9,9)
•    Elia - Digiuna 40 giorni nel cammino verso l’Oreb (1Re 19,8)
•    Il popolo di Ninive - Digiuno collettivo per ottenere il perdono di Dio (Giona 3,5–10)
•    Davide - Digiuna come segno di pentimento e preghiera (2Sam 12,16; Sal 35,13)
•    Ester - Digiuno di tre giorni prima di affrontare il re per salvare il suo popolo (Est 4,16)

Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso digiuna nel deserto prima di iniziare la sua missione pubblica, insegnandoci che il digiuno è una preparazione spirituale e un’arma contro il male:
•    Gesù - Digiuna 40 giorni nel deserto prima di iniziare la vita pubblica (Mt 4,1–2)
•    Gesù insegna sul digiuno - Va fatto nel segreto, non per apparire (Mt 6,16–18)
•    La Chiesa primitiva - Digiuna prima di decisioni importanti (At 13,2–3; 14,23) 
•    Anna la profetessa - Digiuna e prega nel Tempio (Lc 2,37)

La Chiesa ha sempre custodito il digiuno come:
•    atto di partecipazione alla croce di Cristo;
•    atto di solidarietà con i poveri;
•    atto di umiltà, perché riconosce la nostra fragilità;
•    atto di penitenza, che ci aiuta a riparare il peccato;
•    atto di amore, offerto per la salvezza del mondo.
Sant’Agostino ci ricorda che «Il digiuno purifica l’anima, eleva lo spirito, sottomette la carne». Maria a La Salette si inserisce pienamente in questa tradizione e la rende urgente per il nostro tempo.

3. Il significato profondo del digiuno nel messaggio di Maria
Nel messaggio di La Salette, il digiuno non è mai separato dalla conversione del cuore. Maria non chiede semplicemente una rinuncia esteriore al cibo, ma una trasformazione interiore.
Il digiuno autentico:
•    educa il cuore al silenzio e all’ascolto di Dio;
•    purifica le intenzioni;
•    rende l’anima più sensibile alla grazia.
Quando digiuni, il corpo sperimenta la fame, ma l’anima riscopre il desiderio di Dio. Il digiuno diventa così una preghiera vissuta con tutto il nostro essere.

4. Digiuno come riparazione e intercessione
Maria piange a La Salette perché vede il peccato ferire il cuore di Dio e distruggere l’uomo. Il digiuno, unito alla preghiera, diventa un atto di riparazione. È un modo concreto per dire a Dio: “Signore, voglio amare anche per chi non ama, pregare anche per chi non prega”.
In questa prospettiva, il digiuno non è solo personale, ma ecclesiale:
•    si digiuna per la conversione dei peccatori,
•    per la pace nel mondo,
•    per la fedeltà della Chiesa,
•    per le famiglie e i giovani,
•    per avere le nuove vocazioni.
È un atto silenzioso ma potentissimo, che Maria ci invita a riscoprire.

5. Il digiuno come libertà interiore
Viviamo in una società dominata dal consumo e dalla soddisfazione immediata. Il digiuno ci educa a non essere schiavi dei nostri istinti e dei nostri desideri. Rinunciando volontariamente a qualcosa di lecito, impariamo a dire “no” al peccato.
Maria a La Salette ci invita a un digiuno che renda il cuore libero:
•    libero dall’egoismo,
•    libero dall’attaccamento alle cose,
•    libero per amare Dio e il prossimo.
Il digiuno, vissuto con fede, rende l’uomo più forte interiormente e più disponibile alla volontà di Dio.

6. Digiuno e carità: due realtà inseparabili
Maria non chiede un digiuno sterile o triste. Il vero digiuno conduce sempre alla carità. Digiunare significa anche:
•    condividere con chi ha meno,
•    essere più pazienti e misericordiosi,
•    rinunciare all’orgoglio e al giudizio.
Come insegna il profeta Isaia, il digiuno gradito a Dio è quello che apre il cuore ai poveri e spezza le catene dell’ingiustizia. Maria a La Salette ci guida verso questo digiuno evangelico, che trasforma la vita.

7. Attualità del messaggio di La Salette
Oggi più che mai il messaggio di La Salette è attuale. Anche il nostro tempo è segnato da indifferenza religiosa, da confusione morale e da una fede spesso superficiale. Maria continua a invitarci con amore materno: tornate a Dio, pregate, digiunate.
Il digiuno può assumere forme diverse:
•    digiuno dal cibo, secondo le possibilità di ciascuno;
•    digiuno dalle parole inutili;
•    digiuno dall’uso eccessivo dei media;
•    digiuno dalle parole cattive lasciate nell’internet;
•    digiuno dall’egoismo e dall’indifferenza.

Conclusione
È molto interessante vedere oggi molte persone che mangiano in genere poco, non mangiano per niente la carne (vegetariani) o addirittura sono vegani – fanno tutto questo per le ragioni di salute, di bellezza, di moda. Ma quando si comincia a parlare del digiuno cioè delle ragioni spirituali di privarci del cibo o di altre cose, tanti diventano nervosi e non riescono a mantenere la calma.
Maria a La Salette ci invita al digiuno non per appesantire la nostra vita, ma per liberarla. È un invito a ritrovare Dio, a guarire il cuore e a preparare un futuro di speranza.
Accogliamo questo appello con fiducia, lasciandoci guidare da Maria, Madre di misericordia. Attraverso il digiuno, la preghiera e la conversione, possiamo diventare strumenti di pace e di salvezza per il mondo.
Che le lacrime di Maria non cadano invano, ma trovino nei nostri cuori una risposta generosa e fedele.   Amen


  P. Marian Kolodziejczyk MSF    
Commissione della Formazione

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